venerdì 14 giugno 2013

prova

«Se ovunque, nelle foreste brasiliane come nel deserto del Kalahari, nella Cina arcaica come nella Grecia Omerica, in Mesopotamia e in Egitto e nell’India vedica, la prima forma in cui si è manifestato il linguaggio, è stata quella del racconto – e ogni volta di un racconto che parlava di esseri non del tutto umani -, questo presuppone che nessun altro uso della parola apparisse più efficace per stabilire un contatto con entità che ci avvolgono e ci sopravanzano.»
Quando ho letto questa riflessione, contenuta in I libri unici di Roberto Calasso (saggio che fa parte dell’imperdibile L’impronta dell’editore), ho pensato subito al racconto Le Horla di Guy de Maupassant splendidamente illustrato da Luca Caimmi ed edito da Nuages, in mostra fino all’8 giugno, a Milano, nell’omonima galleria. Avrei dovuto scriverne prima, di questa mostra, per permettere agli interessati di visitarla con più agio, ma sono riuscita ad andarci solo qualche giorno fa. Le Horla, scritto nel 1886 in due versioni (quella edita da Nuages è la seconda), appartiene di diritto all’antichissina categoria di racconti che parlano di esseri “non del tutto umani”.